Telefonata…: “Irene, corri al…”! Devo correre al supermercato fuori casa e comprare delle bistecche con un po’ di verdura per il pranzo. Via! Arrivo e come sempre, per quanto mi impegni, per quanto abbia una forte personalità, non resisto! Cedo, cedo sempre, mi lascio travolgere dai colori, dagli odori del reparto frutta e verdura! Ma fosse solo questo il reparto che più attira la mia attenzione!
Io al supermercato sono pericolosa. Se vedo una scatola di cereali con dentro tutti i pasticci possibili e immaginabili, immancabilmente la metto nel carrello! E oggi lì, nel bellissimo
reparto verdura c’era LUI, un vasetto trasparente con dentro i pezzetti di ananas, pesca e anguria -
“Il solito vasetto” direte voi - no!
Questo era più invitante… resisto; prendo due cetrioli e vado al reparto carne! No! Io, Irene, l’Ira funesta, l’Ira che dovrebbe sempre sapere quel che vuole, l'Irene che non si lascia condizionare dalla pubblicità… torna indietro e lo prende, lo stringe in mano, bello, fresco più che mai e va alla cassa con quell’euroesessanta speso per soddisfare i piccoli piaceri della vita.
Fosse stato un piacere. Terminato il pranzo, lo guardo… la mia solita incertezza giornaliera oggi si è riversata su di lui, la fatidica scelta, lo riguardo… è proprio bello e poi ha anche in dotazione la forchettina piccolina in plastica. Una vera coccola.
Lo apro, annuso… e vai… l’odore è gradevole. Prendo la forchettina e affondo i dentini in un primo boccone di frutta! Bhe non fa proprio schifo, affondo in un secondo boccone… questo fa proprio schifo, terzo sempre peggio… provo a lavare i vari pezzetti per togliere il gusto di quel succo d’uva in cui era "annegata". Più schifo di prima. E così la scelta vitale di oggi, la scelta delle scelte, se l’è mangiata il mio cestino dell’umido!