“…la città è molto più di un insieme di edifici, di istituzioni, di strade o di piazze…la città è
un modo di essere, è uno stato d’animo, un’atmosfera dello spirito, una sensazione. La città è un’emozione.”
Berlino è un'emozione.
Inizio con questo discorso di Renzo Piano, coordinatore del progetto che ha portato Berlino ad una spinta verso il futuro. Testimone di ciò è Potsdamer Platz, la zona più distrutta dalla guerra e dal dopoguerra, terra di nessuno nel periodo del muro, si è trasformata nel quartiere di architettura contemporanea più importante d’Europa. Ora è stato creato uno straordinario e armonico complesso dalle forme avveniristiche.

Porta di Brademburgo, Unter den Linden, vi si affacciano sontuosi edifici, testimoni della storia, lungo questo viale hanno sfilato le truppe di Napoleone, le camice nere naziste di Hitler, l’Armata Rossa di Stalin, e finalmente, dopo la caduta del Muro, tutti i berlinesi liberi.

Lascio parlare le altre foto.






Berlino appare una città in continuo divenire, in trasformazione, caratterizzata da una assoluta eterogeneità di strade e piazze, ogni quartiere presenta volto e identità culturale diversi, Berlino, una città giovane dove girare in auto è superfluo. Prendi la bici e vai oppure utilizzi i mezzi pubblici.
Eccomi all'ultimo giorno. Prendo la mètro, linea 9, giro per 20 minuti senza staccare gli occhi dal finestrino, seguo i contorni di questa città in perfetta crescita, in un armonioso cambiamento. Nell' I-pod il concerto di Allevi nasconde tutto il rumore esterno.
Io, sempre curiosa, eternamente affascinata dal mondo; io e le immagini che scappano e cambiano in continuazione dietro il finestrino; io e la musica che mi culla piacevolmente.
E saluto così Berlino, con dentro una grande emozione!